Napoli. Lo scorso 27 ottobre il sindaco Luigi de Magistris ha nominato il cantautore Roberto Vecchioni (in sostituzione di Nicola Oddati, ex assessore alla Cultura della giunta Iervolino) alla presidenza delle Fondazione Forum Universale delle Culture Napoli 2013 (dal 10 aprile al 21 luglio 2013), l’evento culturale internazionale promosso dall’Unesco e istituito per la prima volta a Barcellona nel 2004 per «promuovere il dialogo interculturale e la conoscenza tra i popoli, attraverso il rispetto dei valori della diversità e dello sviluppo umano sostenibile e pacifico». Le polemiche sul compenso di 220 mila euro lordi che il cantante avrebbe richiesto, però, sono state così accese da fare prospettare addirittura un possibile e repentino abbandono dell’incarico e una nuova nomina per la presidenza.
Dopo Barcellona, Monterrey e Valparaíso, il 19 dicembre 2007 è stata assegnata alla città di Napoli la quarta edizione del Forum. Come sede della Fondazione è stato destinato il monumentale edificio che ospitava l’ex Asilo Filangieri.
Il Forum si articola in 4 assi tematici principali: condizioni per la pace, sviluppo sostenibile, conoscenza, diversità culturale. A questi si aggiungeranno i temi caratterizzanti scelti per l’edizione di Napoli, la Memoria del futuro e il Mare. Il Forum intende sostituire il protagonismo dei singoli Stati con quello della società civile tutta, coinvolta in una partecipazione diretta soprattutto dei giovani, degli intellettuali, degli artisti, dei professionisti e della comunità scientifica, che avanzeranno proposte con l’obiettivo di costituire un patrimonio permanente di conoscenza, esperienze, relazioni e documentazione sui temi trattati. Dopo i nuovi assetti politico-amministrativi dei soci fondatori della Fondazione, determinati dalle elezioni per la Regione Campania e per il Comune di Napoli, sono state definite quasi tutte le nomine amministrative e scientifiche. Il Cda della Fondazione, presieduto da Caterina Miraglia, assessore alla Cultura della Regione, è costituito da Giuseppe Boccanfuso (per il Comune), Antonella Basilico (per la Provincia), Uberto Siola (per il Ministero degli Esteri) e dal dimissionario Guido Trombetti (per la Regione Campania). Il Comitato scientifico invece è composto da Marta Herling (Segretario generale dell’Istituto di Studi storici di Napoli), Derrick de Kerckhove (sociologo e teorico della comunicazione), Guido Lombardi (regista) e Peppe Barra (attore), nominati dal Comune; Mirella Barracco (fondatrice e presidente della Fondazione Napoli 99 e ideatrice di «Monumenti porte aperte»), Pietro Craveri (storico), Davide Rampello (direttore della Triennale di Milano), Tato Russo (regista), chiamati dalla Regione. Attesissima (molti nomi sono stati fatti, tra cui anche quello di Mario Resca che ha rifiutato) è stata la nomina del direttore generale, Francesco Caruso (ambasciatore italiano all’Unesco), designato dalla Regione agli inizi di novembre. Napoli purtroppo registra un evidente ritardo rispetto alle finalità stesse del Forum, che prevede anche un progetto di trasformazione e di riqualificazione urbana (a Barcellona, ad esempio, si erano recuperate vaste aree ex industriali, anche con appositi edifici, progettati tra gli altri da archistar internazionali come Herzog e De Meuron), con conseguenti nuove occasioni occupazionali, rilancio turistico e sviluppo infrastrutturale. Sono ancora in attesa di definizione, inoltre, tutti i progetti per le tre sezioni principali del Forum: Dialoghi (convegni e dibattiti sui temi più attuali), Esposizioni (arti figurative dai 5 continenti) ed Espressioni culturali (musica, teatro, danza e forme di partecipazione libera, anche virtuale). Dal completamento delle nomine in poi si dovrà lavorare alla programmazione di tutte le attività che verranno svolte nei 101 giorni del Forum. Per il momento questo è privo di contenuti.
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