Ma no, caro Ludovico! In tempi di crisi come questo non si può scherzare su chi decide di iniziare a investire nell’arte contemporanea!
Ho letto su «Affari e Finanza» di «la Repubblica» il tuo articolo «Una scommessa fatta ad arte con un budget da 5-10.000 euro»: in cui fornisci indicazioni su come avviare una collezione dato che «investire nell’arte contemporanea rimane una soluzione coraggiosa ma positiva visti i record delle ultime aste di Christie’s e Sotheby’s a New York» (così si legge nel tuo testo).
Premesso che tra i giovani artisti italiani che tu citi e i record delle aste di New York non vi è nesso alcuno, non puoi giocare a buttare lì i nomi di quelli che definisci gli «artisti italiani emergenti più interessanti» invogliando a spendere cifre non enormi, ma neanche proprio basse (arrivi a parlare di 20mila/30mila euro) per artisti che (parere strettamente personale, per carità) le aste di New York temo non le vedranno neanche con il binocolo.
Ma tu hai idea (certo che ne hai idea) di quello che oggi si può comperare con 20mila/30mila euro? È andato incredibilmente invenduto da Sotheby’s a Milano un bel Mario Merz a 20mila euro, alle aste trovi disegni di Enzo Cucchi a 4mila/5mila euro (e quelli sì che con gli anni andranno su), con 3mila/4mila euro puoi comperare una bella edizione di Joseph Beuys che è uno degli artisti che ricorderanno anche tra mille anni come uno dei grandi della seconda metà del ’900. Con 30mila euro compri un lavoro fotografico di Thomas Ruff! Ma tu davvero consiglieresti a un neofita di spendere 20mila o 30mila euro per uno degli artisti da te citati?
La migliore soluzione ora è, a mio avviso, comperare bravi artisti che magari non sono in questi anni particolarmente «alla moda» ma sul cui valore non si discute.
Tu suggerisci di comperare Sergio Breviario, Francesco Arena, Alice Cattaneo e Rä di Martino, per citarne alcuni.
Io consiglio invece, in questo momento, Cucchi, opere su carta di Tàpies, un piccolo Julian Opie, un lavoro su carta di Mario Merz e, visto che parli di giovani, la tedesca Jorinde Voigt. I prezzi sono gli stessi, anzi spesso inferiori, di quelli degli artisti da te menzionati.
Ricordiamoci del tuo articolo e di questa risposta non polemica ma da amico e ci rivediamo tra dieci anni e confrontiamo le valutazioni. Che ne dici?