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Antiquari

«Oktoberfest»

Spumeggiante Baviera

A Monaco si gioca un derby: «Kunstmesse» contro «Highlights»

Monaco di Baviera. Due fiere d’antiquariato, e negli stessi giorni. La capitale bavarese vive un mese da protagonista del mercato dell’arte, con la Kunstmesse München (45 partecipanti), ospitata al Palazzo delle Poste tra il 20 e il 30 ottobre e Highlights, in programma dal 21 al 30 alla Haus der Kunst (53 espositori).
La Kunstmesse, che si caratterizza come molto tradizionale, sia per anzianità di servizio (compie quest’anno 56 edizioni) sia per carattere (dei 45 espositori, 35 sono tedeschi; i 10 stranieri sono un lussemburghese, un belga, tre olandesi e cinque austriaci). Sono rappresentate le classiche tipologie antiquariali, dalle antichità archeologiche fino all’arte moderna della prima metà del Novecento. Si estende quest’anno su 400 metri quadrati in più di superficie, nel cortile prospiciente il Postpalast, un’area che ha in comune con Munich Contempo, fiera d’arte contemporanea in quasi simultanea (dal 19 al 23 ottobre, cfr. articolo nel settore Gallerie). Tra gli espositori, Roswitha Eberwein di Gottinga, il viennese Kovacek, Elfriede Langeloh di Weinheim, Albrecht Neuhaus di Würzburg (che è uno dei quattro organizzatori), Günther Puhze di Friburgo in Brisgovia, Jan Roelofs di Amsterdam e Senger di Bamberga (altro organizzatore).
Il 21, quasi in contemporanea, è la volta di Highlights (interior design di Tom Postma, tradizionale firma degli stand di Maastricht), che si rivolge a una clientela più internazionale. Qui sono 18 le gallerie estere, cinque delle quali italiane. Si tratta di tre gallerie romane, Paolo Antonacci (che porta una veduta di Giza di Johann Jakob Frey), W. Apolloni (con una coppia di busti in marmo di Canova raffiguranti Gioacchino Murat e Carolina Bonaparte), Cesare Lampronti (una serie di vedute di Gaspar van Wittel), e due milanesi, cioè Lodi & Due (che espone, tra l’altro, un «San Gerolamo» di Bartolomeo Manfredi da una collezione privata londinese) e Giuseppe Piva (che presenta una figura giapponese lignea del Maestro di Saggezza, databile al XIV secolo). Tra le altre gallerie estere, sei sono austriache (tra cui le viennesi Bel Etage e Wienerroither & Kohlbacher e la salisburghese-zurighese Salis & Vertes); tre francesi (tra cui i parigini Eric Coatalem e Steinitz); un belga, uno svizzero (l’«antichista» Cahn di Basilea) e, unico statunitense, la Blumka Gallery.
© Riproduzione riservata

da Il Giornale dell'Arte numero 313, ottobre 2011


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