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La moneta di Akragas

Anticipiamo un brano del nuovo libro di Andrea Camilleri pubblicato da Skira e da oggi in libreria

È da oggi in libreria La moneta di Akragas, di Andrea Camilleri, secondo titolo dello scrittore siciliano, dopo Il cielo rubato. Dossier Renoir pubblicato nella collana Narrativa Skira (136 pp., euro 15,00). Ambientato tra la Messina distrutta dal terremoto del 1908 e le campagne della non ancora montalbaniana Vigàta, lo scoppiettante intreccio, ispirato a Camilleri da «una cronaca, o da una leggenda, familiare» ruota intorno alla «trovatura» di un’antica moneta d’oro unica al mondo, alle brame collezionistiche e alle tragicomiche vicende che il fortuito ritrovamento innesca.
Ne anticipiamo un brano, per gentile concessione dell’editore:

«Quattro
L’incidente

Cosimo tiene tra il pollice e l’indice della mano alzata un oggetto minuscolo, rotondo, splendente. Il dottore si china dal cavallo sporgendosi tutto di lato per vedere meglio. Ha capito subito che si tratta di una moneta antica mai vista prima.
Contemporaneamente, anche Ernesto, vinto dalla curiosità, ha fatto un passo avanti e si è frapposto tra la mano alzata di Cosimo e lo sguardo del dottore.
“Tu levati dai coglioni!” urla subito quest’ultimo.
I tre contadini si terrorizzano. Il dottore è vantato come uomo d’estrema pazienza, comprensivo, sempre gentile con tutti. Mai l’hanno sentito usare una parolaccia. Che gli sta succedendo? ‘Ntonio arretra sbalordito, Ernesto balza di lato atterrito, Cosimo istintivamente abbassa il braccio.
“Fammi vidiri!”, ordina imperioso il dottore a Cosimo. Che risolleva di scatto il braccio e rimane immobile così, il sorriso gli è scomparso dalla faccia, non s’attenta nemmeno a respirare.
Il dottore si china ancora di più, ormai il suo equilibrio sul cavallo è assai precario.
Ha avuto modo di vedere pubblicata su una rivista la moneta regalata dal marchese Longhitano all’ammiraglio Litvinov e da questi donata allao zar Nicola. La rivista smentisce il marchese, quella moneta non è unica, ce n’è un’altra a Londra. Nel recto della moneta dello zar c’è un’aquila ad ali chiuse che ghermisce una serpe. In quella che ha in mano Cosimo l’aquila invece ha le ali aperte e tiene tra gli artigli una lepre.
Per un attimo il dottore ha una leggera vertigine. Il paesaggio coi tre contadini si mette improvvisamente in movimento, fa un giro completo intorno a lui e finalmente si blocca.
Il dottor Gibilaro è in un bagno di sudore. Vorrebbe dire a Cosimo di girare la moneta per vederne l’altro lato, ma la voce non gli esce dalla gola arida.
Si sforza, ci riesce.
“Votala!”
Ha urlato più forte di prima. Cosimo chiude gli occhi e rigira la monetina».

edizione online, 19 gennaio 2011


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