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Comitato Nazionale IV Centenario

Caravaggio in 1.100 documenti

La nuova edizione del volume di Stefania Macioce ora si avvale dei contributi critici editi fino al 2009

Tra le iniziative promosse dal Comitato Nazionale IV Centenario della morte di Caravaggio vi è la seconda edizione aggiornata, integrata e corretta del volume di Stefania Macioce Michelangelo Merisi da Caravaggio. Documenti, fonti e inventari 1513-1875. Rispetto alla prima del 2003, questa seconda edizione (pubblicata anch’essa da Ugo Bozzi) si presenta con una veste editoriale più agevole e di facile consultazione, privata dell’apparato illustrativo, corredo non strettamente necessario a una raccolta di ordine documentario.
Quando nel 1951 si tenne nel Palazzo Reale di Milano la fondamentale mostra del Caravaggio e dei Caravaggeschi il cui commissario esecutivo fu Roberto Longhi affiancato nella scelta delle opere da una commissione di diversi studiosi, la sezione dei documenti, curata da Emilio Re, ne annoverava pochissime decine. Dopo circa sessant’anni di ricerche il presente volume raccoglie circa 1.100 testimonianze documentarie relative al pittore, alla sua vita, alle sue opere e alle sue frequentazioni, mentre la bibliografia sul maestro lombardo che allora contava circa trecento voci, ormai ne assomma quasi quattromila. La raccolta nasce con l’intento di fornire agli studiosi un utile strumento di lavoro che si avvale dei contributi critici più recenti editi fino al maggio del 2009 nonché dei preziosi risultati ottenuti dalle ricerche condotte da Giacomo Berra nel 2005 e da Maria Cristina Terzaghi nel 2007. Sono state poi corrette, laddove possibile, le segnature archivistiche riguardanti i documenti conservati nell’Archivio di Stato di Roma ed è stata modificata la struttura degli indici.
Com’è noto i documenti caravaggeschi di cui siamo oggi a conoscenza sono distribuiti in aree geografiche italiane ed europee: gli archivi, non sempre di facile accesso e spesso non aperti agli studiosi, sono sparsi in innumerevoli centri, tra città e sedi periferiche e, inoltre, diversi documenti originali sono andati smarriti. I documenti raccolti nel volume non sono dunque ritrascritti dagli originali, ciò del resto non sarebbe neppure necessario non trattandosi di una ricerca archivistica, ma riediti in base al vaglio bibliografico. Si è trattato di un lavoro oneroso quasi quanto il primo, per il quale siamo grati a Stefania Macioce e ai suoi collaboratori Jacopo Curzietti che ha curato la sezione relativa agli inventari e Immacolata Agnoli e Antonella Sciarpelletti cui si deve la bibliografia di corredo al volume.
Come diventa sempre più evidente con il progredire degli studi, la ricerca documentaria, la definizione del contesto storico-culturale e le indagini diagnostiche sono strumenti oggettivi, essenziali e indispensabili per affrontare seriamente in modo completo e organico lo studio delle opere d’arte. È ormai chiaro da tempo che l’attribuzionismo «puro», proprio per gli elementi di soggettività e opinabilità che lo caratterizzano, da solo non basta a definire attendibilmente l’identificazione di un’opera. Troppi gli errori, troppe le leggerezze, troppi gli interessi che ruotano intorno a questa metodologia, che ha avuto illustri natali, ma che appare oggi ormai del tutto superata.

© Riproduzione riservata

Michelangelo Merisi da Caravaggio. Documenti, fonti e inventari 1513-1875, a cura di Stefania Macioce, 600 pp., Ugo Bozzi editore, Roma 2010, e  65,00

di Rossella Vodret, da Il Giornale dell'Arte numero 299, giugno 2010


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