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La prima Madonna della Perla

Sarebbe di Raffaello una testa di donna ritenuta copia ottocentesca: la scoperta è di Mario Scalini

La «Madonna della Perla» di Raffaello (foto Ansa)

Firenze. Un ritratto di donna, per anni ritenuto una copia ottocentesca e conservato in un deposito nel modenese, si è invece rivelato opera di Raffaello Sanzio. Si tratterebbe di un frammento della prima redazione della «Madonna della Perla», oggi al Museo del Prado di Madrid. A intuire la reale paternità dell'opera è stato Mario Scalini,  titolare della soprintendenza di Siena e Grosseto e soprintendente ad interim di Modena e Reggio Emilia (tra i progetti di cui si occupa figura l'allestimento del Palazzo Ducale di Sassuolo e la valorizzazione della Galleria Museo e Medagliere Estense di Modena). «Il primo indizio, ha spiegato  Scalini all'Ansa, è stato il tratto finissimo del disegno, ma a mettermi sulla strada giusta anche la cornice, una superba cornice "di galleria" seicentesca, inusuale se la "testa" fosse stata di poco pregio».  Per la restauratrice Lisa Venerosi Pesciolini, coordinatrice delle analisi realizzate dal laboratorio fiorentino Art-Test e finanziate dalla banca popolare dell'Emilia Romagna,«Il fatto che la tavola con il dipinto fosse stata più volte restaurata, nel ’600 e ’800, sottolinea come fosse tenuta in grande considerazione. Le analisi effettuate sotto gli strati di restauro, che hanno via via nei secoli addolcito la figura rendendola piu' affine ai gusti successivi, hanno poi potuto svelare il disegno originario e non smentire l'intuizione di Scalini». La «perla modenese», com'è stata battezzata da Scalini e Venerosi Pesciolini, è ricordata nell'inventario della quadreria Estense del Palazzo Ducale, redatto nel 1663, ove figura infatti un «ritratto di donna» riferito a Raffaello, che non risulta né tra i dipinti ceduti all'Elettore di Sassonia nel 1746, né tra quelli dispersi successivamente.
Alla fine delle indagini il dipinto appare impostato dal maestro e condotto a perfezione dopo la sua morte, con pochi tocchi, dall'allievo Giulio Romano, come alcune altre opere estreme dell'urbinate (ad esempio la «Trasfigurazione» dei Musei Vaticani). Di fatto, sottolinea Scalini, si tratta del frammento autografo superstite della prima redazione, di mano di Raffaello, della celeberrima «Perla» del Prado, che, ormai quasi concordemente ritenuta di Romano, mostra alle radiografie una quadrettatura di partenza che rende evidente come questa derivi puntualmente da una composizione del maestro sinora ignota. «La scoperta, continua Scalini, è di estrema importanza e sarà illustrata al pubblico in anteprima nell'ambito delle conferenze finanziate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Reggio Emilia (prevista il prossimo 27 maggio, Ndr) In futuro è già in programma una esposizione a Siena».

edizione online, 18 novembre 2010


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