
Un persona molto vicina al Ministro dei Beni culturali alla quale avevamo chiesto che ci spiegasse come mai Sandro Bondi, pur manifestando un così evidente disinteresse per le proprie funzioni di ministro, mantenesse tale incarico anziché quello per lui preminente di consigliere politico di Berlusconi e dunque non cedesse tale poltrona a qualche successore più operativo, dopo avere osservato come tutto sommato un apatico possa risultare meno «pericoloso» di un iperattivo, ci ha spiegato che Bondi non lascerà la funzione di ministro finché non avrà realizzato il grande sogno al quale sta dedicando ogni sua attività personale. Bondi ha infatti confidato ad alcuni intimi che, essendo indiscutibilmente Berlusconi uno degli uomini più rilevanti della storia d’Italia, lo statista che si occupa delle sorti del Paese da 16 anni e che ha goduto del consenso del più alto numero di italiani rispetto a qualsiasi altro capo di Stato di ogni tempo, antichi Romani inclusi, egli considera come proprio massimo dovere in quanto Ministro della Cultura nazionale quello di dedicare un museo a Berlusconi e al berlusconismo: «Nessuno, ha mai influito tanto sulla storia d’Italia e sugli italiani.
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