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MaXXI, non solo museo

Base, la testa pensante

Al via al MaXXI il progetto con biblioteca e archivi aperto a istituzioni e privati

Alessio Rosati

Roma. Parte il 4 dicembre al MaXXI il ciclo «Contemporaneo.doc», un progetto di MaXXI Base in collaborazione con MaXXI Arte interamente dedicato agli archivi e ai centri di documentazione di arte contemporanea, con una prima mostra aperta fino al 13 febbraio su Docva, l’archivio milanese di Careof e Viafarini, a cura di Giulia Ferracci e Carolina Italiano.
Careof e Viafarini sono due istituzioni non profit che rispettivamente da 23 e 19 anni si occupano di arte contemporanea italiana e non solo, creando mostre, eventi e piattaforme di discussione, documentazione e promozione delle arti visive (Careof dal 2006 è inserito dal Mibac tra gli archivi storici di rilevanza nazionale per i suoi materiali video e fotografici dagli anni ’70 a oggi). Docva, Centro di Documentazione Arti Visive, nasce nel 1994 dal sodalizio dei due istituti, con sede dal 2008 alla Fabbrica del Vapore di Milano che riunisce biblioteca, archivio portfolio, archivio video e banca dati ArtBox. La mostra presenta 3.015 portfolio di giovani artisti italiani, 150 video, 5 database online, le proiezioni di mostre ed eventi realizzati da Careof e Viafarini. L’obiettivo è di rendere l’archivio «interattivo», spiegare a tutti a cosa serve, le sue potenzialità, la necessità di un archivio contemporaneo per non perdere la memoria di questi anni recenti. «È uno spazio-vetrina, spiega Carolina Italiano, in cui la gente può toccare i materiali, prenderli, capire chi fa cosa e magari imparare a cercarli e trovarli». Sono previsti anche tre incontri gratuiti sui temi cari a Careof e Viafarini: arte cinema e video, performance e interventi a Viafarini, ruolo dell’archivio contemporaneo, e la sezione Open Call Roma, una scelta di portfolio di giovani artisti che potranno partecipare entro il primo febbraio (base@fondazionemaxxi.it; www.fondazionemaxxi.it). Se per la mostra Docva continuerà a lavorare negli spazi del museo come estensione romana della propria sede, successivamente non solo si manterrà un forte scambio ma l’archivio rimarrà presente con una postazione fissa. È la rincorsa per l’apertura il 24 febbraio nella Palazzina D di MaXXI Base (Biblioteca Archivi Studi Editoria) che sarà la testa pensante del museo, biblioteca e archivi ma anche il centro proponente sui filoni di ricerca, programmazione e supporto alle mostre, studi ed editoria. La biblioteca a scaffale aperto avrà 10mila volumi, abbonamenti a riviste cartacee e digitali e a Jstor (banca dati di periodici scientifici e accademici), servizi vari, 40 postazioni per la consultazione e 40 con computer per la mediateca, con un motore di ricerca ad hoc dove confluiranno i materiali di arte e architettura del museo. Solo in futuro tutto sarà disponibile online. Gli archivi sono di due tipologie, la maggiore sulla collezione con unità archivistiche complete su ogni artista presente. Per gli architetti si opera d’intesa con il Centro archivi, che costituisce la collezione vera e propria di architettura, dove sarà possibile visionare gli originali. Poi c’è l’archivio del contemporaneo con quanto raccolto negli anni prevalentemente a Roma, ma non solo: inviti, locandine ecc., non molto ricco ma intelligentemente «linkato» a Docva sia per avere una documentazione esaustiva sia per ottimizzare il lavoro e non fare in due la stessa raccolta di materiale. Un modello di partenariato che si cerca di attivare anche con altre realtà, le Teche Rai che avranno una postazione, l’Istituto Luce con accordi ancora da definire, l’Asac con cui il discorso è ancora aperto. Sul versante della ricerca, convegni, incontri, lezioni d’arte, si pensa ad approfondimenti annuali su singoli temi (il libro, la fotografia...). Per l’editoria il lavoro riguarderà la produzione e la promozione di cataloghi e saggi con presentazioni di libri sia propri sia esterni.
Apre sempre il 4 dicembre anche il Premio Italia Arte Contemporanea a cura di Bartolomeo Pietromarchi, con i progetti site specific dei quattro finalisti Rosa Barba, Rossella Biscotti, Gianluca e Massimiliano De Serio, Piero Golia; il 16 dicembre si inaugura la mostra di architettura dedicata a Pier Luigi Nervi, a cura di Carlo Olmo, e «MaXXI Cantiere d’autore» a cura di Francesca Fabiani, con 20 tra i migliori fotografi italiani che raccontano la storia del cantiere attraverso i loro scatti.

© Riproduzione riservata

di Federico Castelli Gattinara, da Il Giornale dell'Arte numero 304, dicembre 2010


  • Il progetto per l’allestimento del MaXXI Base
  • Carolina Italiano

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