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Padiglione due Sicilie

Lo sviluppo delle arti a Napoli e nel Regno delle due Sicilie, da Francesco I a Francesco II di Borbone, ebbe come motore l’organizzazione delle cosiddette «biennali borboniche» tenute dal 1826 al 1859. Le mostre offrivano al pubblico regnicolo e straniero la produzione aggiornata dei saggi del pensionato e delle prove trimestrali degli allievi di pittura, scultura e architettura del Real Istituto di Belle Arti, mettendo in comunicazione diretta l’Accademia, il collezionismo borbonico, che avrebbe accresciuto enormemente il patrimonio del museo, e il collezionismo privato. Seguendo il modello adottato durante il decennio murattiano, le biennali borboniche furono la più importante vetrina per la politica di promozione artistica del Borbone, fungendo da cassa di risonanza per l’espansione del mercato artistico al di fuori del Regno. Il libro di Carmine Napoli è la prima, approfondita, indagine, frutto di una laboriosa ricerca,  sul materiale presente nelle mostre allestite a Napoli nel Real Museo Borbonico (oggi Museo Archeologico Nazionale). L’autore offre una schedatura delle opere conosciute finora esclusivamente dagli elenchi dei cataloghi, restituendone  datazioni, premi, acquisti e destinazioni collezionistiche e individuando sul mercato e in collezioni pubbliche alcuni capolavori perduti.


Le Biennali Borboniche. Le esposizioni di belle arti nel Real Museo Borbonico 1826-1859
, di Carmine Napoli, 114 pp., con Cd-rom, Catalogart, Genova 2009, e  100,00

Luisa Martorelli, da Il Giornale dell'Arte numero 289, luglio 2009


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