Critico d’arte e poeta: così Guido Ballo amava essere definito. È scomparso il 25 luglio a Milano, la città dove viveva dal 1939 (era nato nel 1914 ad Adrano, Ct) e dove era stato docente a Brera. Con Gillo Dorfles, è stato il critico che ha accompagnato la rinascita artistica di Milano nel dopoguerra. Fontana era il suo artista prediletto: ne presentò le prime mostre e lo accompagnò lungamente, insieme a Manzoni, Castellani, Agnetti, che non a caso sul primo numero della loro rivista «Azimut», nel 1959, pubblicarono il suo testo Oltre la pittura, dedicato proprio a Fontana. E poi Novelli, i fratelli Pomodoro, Consagra, Dorazio, Turcato, Santomaso, Sottsass. La sua capacità di riconoscere ciò che davvero valeva nel nuovo era frutto della sua conoscenza delle avanguardie d’inizio Novecento, documentata da studi di valore, come Pittori italiani dal Futurismo ad oggi, 1956, e Origini dell’Astrattismo 1895-1919, 1980. Numerosi, poi, gli scritti di critica militante (raccolti nei due volumi di Occhio critico) e importanti, oltre alle mostre che curò, le monografie (due su Boccioni), mentre i suoi versi sperimentali uscirono nel 1994 da Scheiwiller, con il titolo Il muro del suono.
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