Roma. Dopo lunghi rinvii, a giugno sono stati finalmente pubblicati i bandi di gara per molte concessioni di «servizi al pubblico» in musei e siti archeologici dello Stato scadute da tempo (cfr. n. 300, lu.-ago. ’10, p. 5). Il direttore della valorizzazione del Mibac, Mario Resca, aveva affidato una costosa consulenza esterna (200mila euro) a due società internazionali per mettere a punto criteri e testi di questi bandi, che incredibilmente il Ministero non riusciva a varare. Riguardano la concessione per sei anni di servizi di accoglienza, bookshop e ristorazione in una serie di Soprintendenze e Poli Museali (Napoli, Trieste, Ravenna, Urbino, Paestum e altri in Puglia, Emilia-Romagna, Campania) ma soprattutto in quelli dei siti più ricchi e visitati d’Italia, i pochi davvero redditizi: il Polo Museale di Roma (Galleria Borghese, Museo Barberini, Palazzo Venezia, Castel Sant’Angelo, Galleria Nazionale d’arte moderna: i servizi integrati di accoglienza sono valutati, per sei anni, a base d’asta 40,759 milioni ...
...
(il testo integrale è disponibile per gli abbonati)