
Roma. I Carabinieri della Sezione falsificazione e arte contemporanea del reparto operativo Tutela del patrimonio culturale di Roma hanno sequestrato su tutto il territorio nazionale oltre cinquecento opere di arte moderna e contemporanea false, per un valore presunto di circa sette milioni di euro. I sequestri sono avvenuti nelle case di collezionisti in buona fede che avevano acquistato online dipinti, disegni, grafiche contraffatte di, tra gli altri, Boccioni, Burri, Capogrossi, De Chirico, Fontana, Gentilini, Guttuso, Magritte, Matisse, Prampolini, Rotelal e Sironi. I falsi sono stati giudicati dagli esperti di buona qualità. Il controllo effettuato dai Carabinieri delle transazioni effettuate su siti Internet specializzati nelle vendite e il confronto con gli archivi e gli storici dell’arte, hanno portato alla denuncia a piede libero di dodici persone per falsificazione e commercializzazione di opere d’arte falsificate e al recupero, grazie alle tracce informatiche, di tutti i beni d’arte falsi posti in vendita dai singoli inserzionisti.
L'attività investigativa condotta a partire dal 2008 e coordinata dalle Procure di Roma, Palermo e Siena ha portato l’autorità giudiziaria romana anche a emettere un decreto di oscuramento delle aste pubbliche per la vendita di opere d’arte, qualora riconducibili a due precisi «nickname» usati da uno degli indagati. In questo particolare caso, infatti, l’indagato usava il doppio nickname per attribuirsi anche dei feedback positivi, così da accreditarsi al meglio nei confronti dei possibili acquirenti. Tra le opere poste sotto sequestro anche due dipinti antichi: un «San Giovannino», falsamente attribuito a Guido Reni, posto in vendita a 300mila euro, e un'opera di Teofilo Patini, proposta a 600mila euro e proveniente da un furto in un’abitazione. (Fonte Mibac)