Mosca. Il principe Valerij Kubarev Rurikovic, discendente diretto di Ivan il Terribile, primo zar di Russia che regnò tra il 1547 e il 1584, ha richiesto allo Stato russo di restituire alla sua famiglia la proprietà del Cremlino (e di tante altre cittadelle fortificate sparse su tutto l’immenso territorio russo), eretto a partire dal 1485 da costruttori anche italiani. Kubarev, imprenditore e scrittore, dice: «Il Cremlino oggi non è formalmente di proprietà di nessuno. I Romanov (che regnarono, con Nicola II ucciso dai bolscevichi, sino al 1918) non ne registrarono la proprietà, non lo fecero i bolscevichi e non l’ha fatto il potere attuale. La mia famiglia non lo ha mai donato o trasferito perché le proprietà ci furono carpite». Le sue richieste sono sbeffeggiate da tutti, compresa l’assemblea dei nobili che dice «O è uno scherzo oppure il principe non è del tutto sano di mente», mentre la Corte di Arbitrato di Mosca ha richiesto allo Stato la trasmissione di carte che attestino la proprietà pubblica del grandioso edificio cuore del potere moscovita.