Roma. Il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi non poteva nominare Vittorio Sgarbi soprintendente a Venezia. Due i motivi: la domanda di Sgarbi, dice la Corte dei Conti, è stata presentata dopo la chiusura del bando e i tre concorrenti in regola (Fabrizio Magani, Isabella Ballerini Lapi, Maria Elisa Avagnina) erano già stati giudicati dal Mibac in possesso di “ricco curriculum e riconosciuta esperienza” .
Nella sentenza il magistrato contabile Giuseppone scrive quindi che “non appare comprensibile l’operato del Mibac perché, discostandosi dalla procedura seguita e dai risultati conseguiti, ha attribuito l’incarico a Sgarbi e allo stato, dunque il provvedimento appare privo del presupposto indispensabile dettato dalla legge…”.