Il Deutsches Kunstarchiv (Archivio d’arte tedesco), ricco di quasi 1.400 documenti, riguardanti l’arte figurativa dall’Ottocento fino al presente, e facente parte del Germanisches Nationalmuseum di Norimberga, ha digitalizzato e pubblicato in rete il 29 luglio il corposo archivio della galleria Heinemann, società fondata a Monaco di Baviera nel 1872 da David Heinemann, uno dei più importanti mercanti europei della sua epoca, che ebbe filiali a Francoforte, Nizza e New York. L’attività della galleria si concentrava sui pittori della cosiddetta «Scuola di Monaco», Franz von Defregger, Franz von Lenbach, Hermann e Friedrich August von Kaulbach, Carl Spitzweg e Heinrich von Zügel tra gli altri e su altri pittori tedeschi e austriaci, come Max Liebermann, Lesser Ury, e Jakob e Rudolf Alt, padre e figlio; ma intermediò anche opere di Boucher, Corot, Courbet, Monet, Goya, Velázquez, Constable e Turner. L’archivio copre tutto l’arco cronologico dell’attività della galleria, dal 1872 al 1939, anno in cui l’esercizio fu «arianizzato» dal regime nazista: i suoi legittimi titolari, Franziska Heinemann e suo figlio Fritz, erano stati costretti alla fuga in America tra la metà del 1938 e i primi mesi del 1939. La galleria era stata rilevata da un ex dipendente della ditta, Heinrich Zinckgraf, che rinominò nel 1941 la società come Galerie Zinckgraf e ne continuò l’attività anche dopo la guerra (morì nel 1954). Tutti i faldoni relativi alla ditta tornarono in possesso di Fritz Heinemann, nel frattempo tornato in Germania, che li destinò nel 1972 al Germanisches Nationalmuseum di Norimberga: l’istituzione tedesca solo ora li ha fatti riversare in un database. L’archivio digitale (consultabile sul sito heinemann.gnm.de) dà informazioni su 43.500 dipinti commercializzati o inventariati a vario titolo dalla Galerie Heinemann, su circa 13mila persone venute a contatto con il mercante, e sulle circa 300 mostre personali o tematiche organizzate dagli Heinemann tra il 1880 e il 1935.