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Quando alla Camera si davano i numeri

Il palazzo che oggi ospita la Camera dei Deputati italiana, Palazzo Montecitorio, venne commissionato nel 1653 a Gian Lorenzo Bernini da papa Innocenzo X per farne dono alla famiglia Ludovisi. I lavori però si interruppero appena due anni dopo e ne occorsero ancora 40 perché li riprendesse Carlo Fontana con il fine di trasformare la residenza nella Curia Innocenziana, il tribunale pontificio di Innocenzo XII. A svelarne ogni segreto contribuiscono due volumi dell’Electa, con la cura di Paolo Portoghesi e Renata Cristina Mazzantini, testi di Giovanni Carbonara, Letizia Cenci e Bruno Tobia e le foto di Massimo Listri (presto in mostra nella capitale insieme a immagini storiche), che percorrono l’intera storia del monumento. Se il primo volume analizza la genesi barocca di Montecitorio (il colle dove già i cittadini romani votavano) soffermandosi in particolare sulla facciata berniniana ad andamento convesso e sulla «semplificazione» voluta da Fontana (con meno finestre nel corpo centrale e il triplice ingresso), il secondo racconta l’ultima, ormai definitiva, di tante vite artistiche e architettoniche del palazzo. Dal 27 novembre 1871 venne infatti scelto come sede della Camera parlamentare e tra il 1903 e il 1927 l’architetto palermitano Ernesto Basile fu incaricato di costruire un nuovo corpo per ospitare l’aula dei deputati: l’emiciclo sostituì quello in legno predisposto da Paolo Comotto e ospita il fregio su tela, da poco restaurato, di Giulio Aristide Sartorio raffigurante «La civiltà italiana, le virtù del popolo italiano ed episodi della sua storia», collocato sotto l’esteso velario liberty di Giovanni Beltrami. Tra le curiosità: dal balcone sulla piazza sino a fine Settecento venivano gridati i numeri del lotto, come attesta un dipinto di Giovanni Paolo Pannini del 1743-44 (oggi alla National Gallery di Londra).

Palazzo Montecitorio. Il palazzo barocco, a cura di Renata Cristina Mazzantini e Paolo Portoghesi, 184 pp., ill., Electa, Milano 2009, e  40,00
Palazzo Montecitorio. Il palazzo liberty, a cura di Renata Cristina Mazzantini e Paolo Portoghesi, 184 pp., ill., Electa, Milano 2009, e  40,00

di Stefano Luppi , da Il Giornale dell'Arte numero 300, luglio 2010


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