
Duemila vasi ammassati in quattro stanze e un repertorio unico di vasi apuli e attici dal VI al III secolo a.C.: quello di Ruvo di Puglia (Bari) è un museo davvero originale. Giovanni Jatta (con suo figlio) ha raccolto e comprato questi tesori nell’800 per salvarli, ha scritto, da un «vero furore che portava gente da tutta Europa a scavare giorno e notte per il bottino dei nostri vasi di creta dipinti». Il tempo, nel Museo Jatta, si è fermato: vetrine in legno, divani in velluto rosso (proibito sedersi), ceramiche figurate ovunque, anche enormi, magnifiche, intatte. Nel 1991 la collezione è stata acquistata dallo Stato per 9 miliardi di lire. Oggi è il Museo Nazionale Jatta. Visitatori: 20mila nel 2009. Visita 17 maggio 2010. Voto medio: 6,4.La sede voto 7 Grande casa degli Jatta di Ruvo, proprietari terrieri colti, fautori del Risorgimento. Per ospitare famiglia e collezione hanno costruito un palazzetto sulla piazza del paese (1842). Le salette del museo, tutte al piano terra, sono ottocentesche: ricche di fascino, ma andrebbero ripensate.
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