A cinquant’anni dall’inaugurazione, e a un secolo e mezzo dall’arrivo di Giuseppe Garibaldi in città, ha riaperto con nuovi allestimenti il Museo del Risorgimento, che evidenzia il ruolo fondamentale avuto dalla località del trapanese nella genesi storica dell’Unità d’Italia. Una riapertura contestuale all’inaugurazione (nello stesso edificio, l’ex Collegio dei Gesuiti) del Museo della Mafia voluto dal sindaco Vittorio Sgarbi (cfr. n. 299, giu. ’10, p. 60), e che s’inserisce nell’ambito delle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia-Salemi capitale. Il museo, al piano terra, è diviso in due sezioni, dedicate rispettivamente agli anni 1848 e 1860, all’interno delle quali sono le fonti documentarie tratte dall’Archivio storico comunale, che ricostruiscono l’ingresso, il 14 maggio 1860, dell’eroe dei due mondi e dei suoi «picciotti» in una città che subito costituì la dittatura in nome di Vittorio Emanuele II e per un giorno fu «prima capitale d’Italia». Il museo è arricchito da una collezione di sciabole, fucili e da tele raffiguranti alcuni dei salemitani che si unirono a Garibaldi.
...
(il testo integrale è disponibile per gli abbonati)