Il titolo del convegno internazionale tenuto ad Amsterdam nella splendida sede dell’Istituto Tropicale dal 9 al 11 giugno scorsi, recita «Contemporary Art: Who Cares?», aggiustando quello più generico dell’edizione del 1997, in cui si parlava di arte moderna, e giocando adesso come allora sulla doppia valenza di «Who Cares?», contemporaneamente «A chi interessa» e «Chi si prende cura». Paragonando la situazione attuale con quella di tredici anni fa, molti hanno parlato di una più acquisita consapevolezza delle tematiche, di una più assestata articolazione di esperienze. I partecipanti al convegno, che ha registrato un successo clamoroso (quasi seicento iscritti), hanno assistito con vera partecipazione alle sedute plenarie e alle tante, anzi troppe, riunioni tematiche svolte in contemporanea, che costringevano pertanto a scelte difficili vissute con qualche rincrescimento. Questo per dire che si rende indispensabile una tempestiva pubblicazione di Atti, come bene si fece con quelli, bellissimi, del convegno del 1997: perché niente potrà sostituire il valore testimoniale e la funzione informativa di un volume a stampa.
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