
Porto (Portogallo).Una personale di Marlene Dumas, intitolata «Contra o Muro» e aperta nel Museu de Serralves dal 2 luglio al 10 ottobre, comprende 40 opere realizzate negli ultimi dieci anni. Sono dipinti ispirati a immagini dei media e a ritagli di giornale relativi al conflitto israelo palestinese. La Dumas definisce queste opere «quadri di territorio», affermando che «per una volta la scena non è catturata da primi piani di visi o di corpi nudi, ma da una struttura costruita dall’uomo in uno spazio narrativo prospettico. Entriamo in una terra che non è sacra ma desolata». Ulrich Loock, curatore della mostra, spiega che «in opere precedenti, anch’esse esposte, l’artista aveva tentato nuovi esperimenti tecnici, come l’uso di pigmenti a olio e ad acqua nello stesso dipinto per creare gocce che mettono in scena, ad esempio, il pianto di una donna ritratta. Ci sono una ventina di opere realizzate anni fa, che esplorano l’isolamento, il dolore e i problemi della coesistenza, temi molto sentiti dall’artista». La Dumas è famosa per la sua pittura ambigua e inquietante, nella quale pare che i suoi personaggi siano inermi e consenzienti rispetto al voyeurismo dell’osservatore.
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