Amsterdam. Dietro lo pseudonimo di Jacques Villon (1875-1963), nome con il quale si fece conoscere negli ambienti internazionali a partire dal 1950, c’è Gaston Duchamp, fratello del più celebre Marcel, che lasciò in eredità al mondo artistico svariati dipinti e quasi settecento incisioni. Alla sua opera è dedicata la retrospettiva «Benvenuto Rijksmuseum: Jacques Villon», organizzata dal 9 luglio al 26 settembre al Van Gogh Museum. La mostra presenta cronologicamente 50 opere del versatile autore, capace di mettersi alla prova e di raggiungere brillanti risultati nelle più svariate tecniche artistiche, soprattutto in quelle della grafica incisa: puntasecca, acquaforte, litografia e acquatinta. Inizialmente affascinato dai lavori di Henri de Toulouse-Lautrec e Théophile-Alexandre Steinlen, Villon raggiunse nel tempo uno stile proprio, debitore dei linguaggi di Kees van Dongen, Pierre Bonnard e Vincent van Gogh. Curiosamente, lo pseudonimo scelto per pubblicare i primi lavori, illustrazioni create per pagarsi gli studi giuridici, e poi mantenuto per tutta la vita, fu ispirato dal nome di un personaggio di un romanzo di Alphonse Daudet e dal cognome del poeta medievale François Villon.
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