
Milano. Una monografica di Zhang Huan (1965), curata da Elena Geuna e prodotta dal Comune di Milano con 24 Ore Cultura, cui si deve anche il catalogo, si apre dal 7 luglio al 12 settembre al Pac. Realizzata in collaborazione con PaceWildenstein Gallery, ProjectB e White Cube e intitolata «Ashman», è la prima personale dell’artista cinese in una sede pubblica italiana e ne rilegge l’intero percorso. Trasferitosi a New York dal 1998 al 2005 e poi tornato in Cina, a Shanghai, Zhang Huan è rappresentato da una quarantina di opere che documentano la sua ricerca dalle performance dei primi anni Novanta attraverso le fotografie, i video, le sculture, i dipinti, fino agli esiti più recenti, realizzati con la cenere dell’incenso bruciato nei templi buddhisti e raccolto in luoghi di preghiera di Shanghai. Il legame dell’artista con la spiritualità buddhista è infatti molto forte, da sempre presente nel suo lavoro, e Ashman, l’«Uomo di cenere», come dice Zhang Huan stesso, «è l’eroe che porto nel cuore», perché è un’entità che porta con sé pace e giustizia.
...
(il testo integrale è disponibile per gli abbonati)