Roma. Notevole il flusso di pensionamenti di alto livello al Mibac negli ultimi tempi, a seguito di meccanismi normativi che hanno cercato questo effetto. In primo luogo il ministro Bondi, con atto di indirizzo del gennaio 2009, ha deciso di applicare sistematicamente la facoltà di collocare a riposo i dirigenti con 40 anni di anzianità contributiva, a prescindere dall’età. Inoltre il decreto legge per la manovra finanziaria 2010-12 ha introdotto a partire dal 2011 limitazioni varie in materia di previdenza, incentivando dunque le dimissioni volontarie entro l’anno. Oltre ai molti che l’hanno già fatto, stanno andando in pensione Stefano De Caro, direttore generale per le antichità, Mario Lolli Ghetti, direttore generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanea, i direttori regionali Giuseppe Bilardi (Friuli), Ruggero Martines (Puglia), Anna Maria Reggiani (Abruzzo), e 13 dirigenti di seconda fascia.
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