La concomitanza, il 15 giugno, della nomina per decreto di Renato Brunetta a plenipotenziario per la riforma della Legge speciale di Venezia e della firma di Vittorio Sgarbi quale nuovo soprintendente al Polo Museale veneziano, entrambe nomine governative percepite in città come «calate dall’alto», fanno temere ad alcuni politici (specie della sinistra, compreso l’ex sindaco Massimo Cacciari e i rappresentanti dell’Italia dei Valori) che ci si trovi di fronte a una volontà di commissariare la città, dopo la clamorosa sconfitta del ministro della Funzione pubblica Brunetta a sindaco. I casi tuttavia si presentano in modo diverso. L’attuale sindaco, Giorgio Orsoni, che si era pronunciato in modo nettamente contrario all’arrivo di Sgarbi («è un commissariamento», aveva sostenuto, salvo poi prendere atto della situazione e adeguarsi), si dice disposto a collaborare con Brunetta pur precisando «il sindaco di Venezia sono io». La Legge speciale di Venezia, varata nel 1973 per la salvaguardia di città e laguna, ha sicuramente ...
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