Parigi. Rinnovamento lampo della museografia nelle sale del Louvre dedicate alle antichità greche (7-17). Il dipartimento che dà sulla cour Carrée, chiuso il 6 giugno, riapre il 7 luglio, con una presentazione più didattica e con un accesso più facile. Si tratta del completamento del riordino dell’arte greca, iniziato nel 1997. La nuova sistemazione delle opere segue un percorso geografico e tematico, che permette al visitatore di realizzare un vero e proprio viaggio nel mondo greco, dall’epoca del Partenone fino alla conquista romana. Tra gli obiettivi della riorganizzazione c’era quello di rendere più accessibile ai visitatori la Venere di Milo (più correttamente Afrodite), che ogni anno riceve intorno ai dieci milioni di visitatori. La Venere di Milo ritrova il luogo che occupava tra il 1824 e il 1848, nella sala più grande del dipartimento. Tra il novembre 2009 e lo scorso aprile la statua è stata sottoposta a un intervento di pulizia che si è svolto solo di martedì, giorno di chiusura del museo, per non privare i visitatori di uno dei «pezzi forti» del museo. Da una radiografia ai raggi gamma è risultato che nel 1821, l’anno della svolta dal restauro ricostruttivo al rispetto del frammento, la Venere era stata preparata per accogliere un braccio rifatto in marmo, a cui poi il Louvre rinunciò, contro il parere di Lange, l’allora responsabile del laboratorio scultura e marmo. È stato inoltre scoperto un foglietto, nascosto sotto il seno destro, che rivela un intervento avvenuto nel 1936 e non repertoriato dal museo. Per rispettare la storia del restauro della Venere, è stato conservato il naso rifatto, mentre non è stato reinserito il piede mancante che, ricostruito in stucco da Lange, era stato probabilmente asportato nell’intervento del 1936.