
Londra. È stata la maggior vendita all’asta mai tenuta a Londra, con i suoi 152,6 milioni di sterline (cioè 185,4 milioni di euro), quella di arte impressionista e moderna da Christie’s l’altro ieri, 23 giugno, pure leggermente al di sotto della stima minima di incasso totale di 163,7 milioni di sterline. E se si tien conto di un importante lotto andato invenduto (le «Ninfee» di Claude Monet, che erano stimate tra i 30 e i 40 milioni di sterline), e del fatto che il 25% dei numeri in catalogo è rimasto al palo, si ha un’idea dell’aumento di flusso di consegne per la vendita, negli ultimi tempi, di opere nelle più alte fasce di prezzo. Il «Ritratto di Ángel Fernández de Soto» di Pablo Picasso, olio su tela del 1903, stimato tra i 36 e i 48 milioni di euro, è stato venduto entro le stime a 42,2 milioni. Il dipinto, al centro di un’annosa querelle legale per questioni sulla sua proprietà, era stato consegnato a Christie’s da Andrew Lloyd Webber, il celebre compositore inglese, nella persona giuridica della fondazione da lui istituita per la tutela del patrimonio artistico britannico. Il ricavato della vendita di quest’opera sarà devoluto alle iniziative filantropiche dell’ente. L’altro cavallo di battaglia del catalogo, il «Ritratto di Ria Munk III» di Gustav Klimt, ha cambiato proprietà per una cifra (diritti sul compratore compresi) superiore alla stima massima: 22,8 milioni di euro, pagati da un anonimo compratore telefonico. Eseguito tra il 1917 e il 1918, il dipinto è uno dei tre ritratti postumi commissionati a Klimt dall’omonima famiglia di industriali in memoria di questa ragazza, che nel 1911 si era suicidata per una delusione d’amore. Terzo nella lista dei top lots, «Le baiser», un dipinto di Picasso del 1969, è stato acquistato da un anonimo al telefono per 14,7 milioni.