
Roma. Con il contributo della Korea Foundation e l’interessamento dell’Ambasciata in Italia, il Museo Nazionale d’Arte Orientale «Giuseppe Tucci» dal 24 giugno si arricchisce di una nuova sala permanente dedicata all’archeologia e all’arte della Corea. Si inizia dalla piccola ma preziosa raccolta di ceramica invetriata databile a partire dalla dinastia Goreyo (936-1392) donata dalla Repubblica di Corea nel 1960, e da alcuni esempi di porcellane bianche legate ai riti confuciani non facenti parte delle collezioni ma che il museo spera di poter presto acquisire. Si passa per un gruppo di statuine buddhiste in bronzo dorato, accessori liturgici, sigilli, specchi e una scatola in lamina d’argento donati sempre nel 1960 dall’ambasciatore Giacinto Auriti, per una serie di pitture perlopiù di Otto e primi Novecento, con un interessante Buddha Amitabha forse copia di XVI o XVII secolo da un originale del XIV, e per un paio di pregievoli elementi di arredo ottocenteschi. Si conclude con una scelta di opere donate negli ultimi vent'anni da artisti coreani di fama, tra cui la celebre maestra artigiana Kim Eun Young.