
Los Angeles. «È un’opera immensamente preziosa e stupendamente bella»: così Albrecht Dürer definì il Polittico dell’Agnello Mistico di Jan e Hubert van Eyck, una delle pietre miliari dell’arte antica, dalla storia particolarmente movimentata. Pur trovandosi oggi nello stesso luogo in cui venne dipinto nel 1432, la Chiesa di San Bavone a Gand, venne smontato e spostato più volte; nel 1781 vennero nascosti in sagrestia i «troppo conturbanti» nudi di Adamo ed Eva per proteggerli da iconoclasti e calvinisti. All’inizio dell’Ottocento alcuni pannelli vennero comprati dall’inglese Edward Solly e poi alienati al re di Prussia. Durante la prima guerra mondiale altri pannelli vennero sottratti dalla chiesa, ma poi restituiti. Prima della seconda guerra mondiale il Belgio aveva programmato di inviare il polittico in Vaticano per preservarlo, ma alla fine lo trasferì in un museo sui Pirenei francesi dove nel 1941 fu sequestrato da Hitler e nascosto in una miniera di sale. Attualmente il polittico e «L’ultima cena» di Vasari (cfr.
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