Nel 1991 l’esordio di Paolo Canevari, allora ventottenne, nello Studio Stefania Miscetti di Roma catalizzò l’attenzione: il giovane aveva manipolato camere d’aria d’auto e di camion e le aveva appese al muro con un chiodo; quindi aveva riaperto la mostra con le stesse sculture disposte a terra, a tappezzare il pavimento. Ora Canevari ripercorre l’intero arco della sua ricerca in un libro che si affianca alla retrospettiva «Nobody knows» ancora in corso al museo Pecci di Prato. Il volume è introdotto da un saggio di Germano Celant, seguito da riflessioni, memorie, scritti teorici dello stesso Canevari, materiali filologici (cataloghi, libri d’artista, foto ecc.) e una selezione della sua opera (installazioni, performance, sculture, video).
Paolo Canevari. Nobody knows, a cura di Germano Celant, 310 pp., ill. col., Electa, Milano 2010, e 50,00