
Sotto l’egida della Fondazione del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza ha visto la luce lo studio di una delle più felici esperienze della storia ceramica del nostro Paese, la fabbrica faentina dei Ferniani. All’origine v’è un’occasione persa, la mai realizzata mostra sui Ferniani che si sarebbe dovuta tenere nel 2009, saltata, come ricorda Jadranka Bentini nella sua introduzione, per mancanza di fondi. Nelle stesse righe si sottolinea come sarebbe stata importante per gli studi ceramici non solo faentini: bene si è fatto ad affidare a Carmen Ravanelli Guidotti, personalità centrale in quegli studi, un volume che raccoglie e ordina tutti i portati più recenti. Molte le novità e i chiarimenti offerti in queste pagine, che sono soprattutto il risultato del vaglio minuto delle carte d’archivio della fabbrica (i documenti disponibili coprono l’intero arco di attività della manifattura, fondata dal conte Annibale Carlo Ferniani nel 1693) ben conservate e messe a disposizione dalla famiglia. Molte delle novità sono introdotte nella premessa: così è per l’individuazione delle personalità dei pittori, molte delle cui opere si sono potute datare grazie ai documenti di pagamento.
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