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Deacon morbido e minimal

Richard Deacon, «North-Fruit», 2007. Foto Hans Ole Madsen (Ottesen Galleri)

Strasburgo. Un’ampia retrospettiva dello scultore britannico Richard Deacon si apre al Musée d’art moderne et contemporain dal 5 giugno al 19 settembre. «The Missing Part» (La parte mancante) ripercorre quarant’anni di attività, attraverso una quarantina di sculture, 120 disegni, incisioni, fotografie e testi. Per la prima volta, sono esposte le opere realizzate da Deacon quando era ancora allievo della St Martin’s School of Art e del Royal College of Art. Nato in Galles nel 1949, Deacon comincia a farsi conoscere agli inizi degli anni Ottanta, lavorando con diversi materiali: ceramica, metallo, legno, resina, carta, vetro, plastica, cuoio e stoffa. Si definisce un «fabbricante» e le sue sculture non nascondono il processo tecnico che ha portato alla loro realizzazione, assemblaggi, torsioni, pieghe ecc. Le sue forme, che rimandano a un universo biometrico, intriso di sensualità, sono state spesso avvicinate all’opera di Arp, ma questa organicità va sempre di pari passo con un profondo rigore minimalista. Con le sue sculture, Deacon vuole suggerire l’instabilità del mondo attuale, la sua complessità e la relatività delle nostre percezioni e conoscenze.
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(il testo integrale è disponibile per gli abbonati)

di Anna Maria Merlo, da Il Giornale dell'Arte numero 299, giugno 2010

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