
Cherasco (Cn). Che Mario Calandri (1914-93) fosse un pittore di talento pari all’incisore lo conferma una retrospettiva aperta al Palazzo Salmatoris dal 12 giugno al 18 luglio. «Il segno del quotidiano» è un titolo che indica la presenza di incisioni, ma allude anche ai disegni nei quali è evidente come alla base dell’opera dell’artista torinese fosse una prodigiosa attitudine «mimetica» che dava origine anche ai dipinti (una trentina quelli esposti) e che trovava ulteriore compimento negli acquerelli, pagine di una quotidianità appartata, tra studio, casa e Accademia. Sono atmosfere che appaiono lontane da certi sulfurei collage degli anni Sessanta, dedicati a nudi, luna-park, bagni pubblici e case di tolleranza: salvo poi riconoscere un filo conduttore consistente in una sensuale interrogazione del vero e dei suoi recessi.
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