
Venezia. Dal primo giugno Martin Bethenod è il nuovo amministratore delegato di Palazzo Grassi, gestione Pinault, ponendo così fine a un periodo di «vacanza» che perdurava dallo scorso novembre, dopo le dimissioni di Monique Veaute. Bethenod svolgerà questo incarico a tempo pieno, trasferendo la sua residenza a Venezia. Per questo si è dimesso dalla direzione della Fiac, che tanto ha contribuito a rilanciare. Quarantaquattro anni, colto, intelligente e diplomatico, almeno a stare alla definizione del suo predecessore Jean-Jacques Aillagon, con il quale ha a lungo collaborato; esperto di arte contemporanea, ma anche promotore di eventi spettacolari come la «nuit blanche» di Parigi; ben introdotto nella mondanità che conta, Bethenod dovrà consolidare i rapporti, al momento un po’ fragili, con la città e programmare la nuova attività espositiva della Fondazione, soprattutto in vista della prossima edizione della Biennale. Sono, infatti, questi i due punti su cui si gioca la credibilità della Fondazione, che deve superare l’impasse di essere percepita solo come vetrina della collezione privata di Pinault. Berthenod, francese, si affianca a David Landau, inglese (di origine italiana), il nuovo presidente della Fondazione dei Musei Civici e alla neonominata direttrice della prossima Biennale, Bice Curiger, svizzera, dimostrando l’attrazione che Venezia continua a esercitare sugli intellettuali stranieri.