All’imprenditore di Adro (Bs) che regalò 10mila euro per saldare il conto della mensa ai bambini più poveri (quasi tutti extracomunitari) toccarono insulti e disprezzo. Non è giusto, gridarono le altre mamme, ci umilia, allora neanche noi pagheremo. Il benefattore del Nord aveva già due «fratelli» a Napoli. Lello e Marco Iovine, albergatori di un hotel del centro (Lello è anche ricercatore all’Istituto di studi filosofici di Napoli), non sopportavano più il degrado della città, in una zona storica tra le più importanti. E hanno deciso di intervenire di persona con una serie di iniziative. Così il 17 aprile hanno fatto pulire, pagando di tasca propria, le fioriere di piazza San Domenico e pochi giorni dopo qualcuno ha notato che le scritte dei graffitari che deturpavano la facciata della rinascimentale Cappella Pontano erano misteriosamente sparite. Sorpresa e sconcerto. Si cercano e si trovano i due Iovine, colpevoli del reato di «abuso di pulizia». Il Comitato Portosalvo, associazione da anni impegnata a difendere l’arte napoletana, si è affrettata a condannare la pulitura «fai da te».
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