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Ricchezza e Prudenza erano di Baratta

Riscoperte nella collezione di un magnate statunitense, dov'erano da oltre un secolo, e attribuite all'artista carrarese, due sculture allegoriche sono ora in vendita per 5 milioni di sterline

Giovanni Baratta, «Prudenza»

Londra. Una coppia di sculture in marmo di Carrara a grandezza naturale (h 182 cm)
raffiguranti allegorie della «Ricchezza» e della «Prudenza», che dal 1905 si trovavano nelle collezioni del magnate statunitense del tabacco James Buchanan Duke senza attribuzione, sono state recentemente identificate come opera del celebre artista carrarese Giovanni Baratta (1670-1747) e verranno messe in vendita a partire dall’inizio di giugno presso la galleria londinese Trinity Fine Art per un prezzo intorno ai 5 milioni di sterline. La «Ricchezza» tiene nella mano destra una corona; la «Prudenza» è raffigurata nell’atto di
guardarsi alle spalle con l’aiuto di uno specchio. Secondo gli esperti che hanno studiato le opere, le due sculture vennero commissionate a Baratta dal nobiluomo fiorentino Niccolò Maria Giugni per il suo palazzo in via degli Alfani; a conferma dell’attribuzione, ai piedi della «Ricchezza» sta un vaso recante il blasone della famiglia dei Giugni, e sono state rintracciate alcune fotografie di queste opere nel palazzo fiorentino realizzate nel 1902, soltanto tre anni prima della loro acquisizione da parte di Duke. Un’ulteriore conferma dell’assegnazione a Baratta consiste in una menzione delle opere in un inventario di Palazzo Giugni datato al 1775.

edizione online, 10 maggio 2010


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