
Nel 1947 Cesare Brandi fondò «L’Immagine», rivista che diresse fino al 1950. Ogni fascicolo era dedicato a una personalità dell’arte e del pensiero, italiana o straniera, non importa quanto vicina alla linea editoriale del periodico. Collaborarono all’impresa anche Emilio Cecchi, Giuseppe Raimondi, Giovanni Macchia, Giulio Carlo Argan, Toti Scialoja e Roman Vlad. Per le edizioni speciali della rivista tra gli artisti che furono chiamati a partecipare con incisioni realizzate appositamente figuravano Marino Marini, Morandi, Maccari, Scialoja, Manzù, De Pisis, Guttuso. La casa editrice De Luca ripropone ora i fascicoli di quel primo triennio di attività della rivista in un volume a cura di Maria Andaloro e Maria Ida Catalano, che è stato presentato alla Gnam lo scorso 28 aprile. Il progetto di una rivista da pubblicare nell’Italia del dopoguerra corrisponde, da parte di Brandi, al «fermo proposito» di preservare una dimensione pubblica, sfuggire alla drammatica irrilevanza civile riservata agli intellettuali dai professionisti della politica dei maggiori partiti.
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