
venezia. Continua, da parte della Soprintendenza speciale del Polo museale di Venezia, l’opera di catalogazione e restauro del fondo di disegni appartenenti alle Gallerie dell’Accademia, in gran parte provenienti dalla collezione di Giuseppe Bossi e acquistati dalle Gallerie nel 1822. Per la XII edizione, la scelta è caduta su 22 fogli fiamminghi e olandesi datati dal XVI al XVII secolo, selezionati tra i 1800 conservati. Si tratta di disegni spesso inediti, ad eccezione dei due più importanti, l’«Apollo» (1510 ca) di Jan Gossaert detto Mabuse, un caposaldo della sua grafica, di chiara impronta classica, e «Gli svaghi del figliol prodigo» (1630 ca), una vivacissima scena di vita di Rembrandt. La mostra, a cura di Annalisa Perissa (il catalogo Electa è curato da Mari Pietrogiovanna), è organizzata sino al 20 giugno alla Ca’ d’Oro, in un allestimento in cui i 22 disegni sono messi a confronto con la decina di dipinti fiamminghi qui conservata. Tra i soggetti più frequenti, oltre ai paesaggi e a un raro, vivace studio di cani di Frans Snyders (1579-1657), le rovine e i monumenti antichi, specie romani, visitati dagli artisti nel loro Gran Tour.
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