
pompei (na). Il futuro di Pompei è affidato a un annuncio del ministro Bondi: la gestione di quel luogo simbolo della nostra archeologia sarà affidato a una «fondazione». Lo ha detto proprio a Pompei, il l5 aprile, presentando la «Settimana della Cultura» (16-25 aprile). Ha anche confermato la fine dell’esperienza dei commissari straordinari: Marcello Fiori doveva andarsene a giugno ma rimarrà più a lungo, in attesa che «entro un anno» prenda il via la nuova fondazione. L’idea di una gestione mista pubblico-privato per Pompei non è nuova: se ne parlava già all’epoca del ministro Giuliano Urbani. Si preferì la via dell’autonomia finanziaria della Soprintendenza pompeiana (Ercolano compresa). Del resto, quella di Pompei è tra le più ricche d’Italia, seconda soltanto al Colosseo, quindi si presta a una parziale privatizzazione: più di 2 milioni di visitatori all’anno e un introito di oltre 20 milioni di euro (il costo di tutto il personale resta a carico del Ministero). Una grossa cifra amministrata negli anni scorsi direttamente dalla Soprintendenza, con un city manager, poi soppresso.
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