
Il volume raccoglie in forma antologica i saggi dedicati da Augusto Gentili all’arte veneziana tra Quattro e Cinquecento. Instancabile animatore di Venezia ’500, Gentili ripropone qui i lavori dedicati negli anni a Carpaccio, Bellini, Giorgione, Tiziano, Tintoretto, Veronese, Bassano e altri maestri veneziani, indagati secondo un approccio scientifico che è quasi un manifesto: vedere i dettagli: «Perché i quadri bisogna vederli da vicino e vedere tutto […]: il primo documento fondamentale per un quadro è il quadro stesso, non il documento d’archivio, non la fonte scritta». Affiancare infatti ai documenti e alle fonti l’erudizione filologico-letteraria, l’iconologia, il ricorso alle discipline della retorica e della semiotica, e poi armati di tutto questo avvicinarsi al quadro e guardare, o riguardare: per scoprire che non si guarda più, o non si è mai guardato, e che un po’ come certe antiche trascrizioni documentarie che non reggono alle verifiche moderne, a volte ci si fa un’immagine di un dato quadro, o addirittura ...
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