
Caro Luccardini, Perché ci siamo abituati a questa immagine? Un’insulsa facciata in una delle piazze (slargo, incrocio?) più frequentate e conosciute del mondo, tappezzata di migliaia di lampadine continuamente cangianti per mostrare sempre nuove e sempre identiche scritte pubblicitarie. Credo che nessuno abbia il coraggio di dire che è bello, che ci troviamo di fronte a uno splendido esempio di architettura e urbanistica. In qualsiasi fiera si può e si fa altrettanto. Il valore della pubblicità e i soldi prodotti da quella facciata in quella piazza si possono solo immaginare e sicuramente si ragiona per difetto. Ma quando avremo trasformato il mondo in un megaschermo con miliardi di pixel in continua e ossessiva mutazione per autosbalordirci con scritte e loghi sempre più grandi e invasivi, in quale città o paese sogneremmo di abitare? Rettifico: di scappare? Forse in un posto dove non c’è la corrente elettrica e non c’è niente da comprare. q Gaggero Caro Gaggero, A me piace che in qualche posto delle nostre città ci sia una babelica convulsione di lampadine multicolori.
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