
roma. «La vera ragione per cui continuo a preferire il bianco e nero è che mentre il colore racconta la realtà in modo descrittivo, il bianco e nero lascia spazi all’immaginazione e dunque si addice più alla mia narrazione poetica», ha dichiarato di recente Mimmo Jodice, grande maestro della fotografia italiana contemporanea, cui Palazzo delle Esposizioni dedica oggi un’ampia antologica, composta di circa 200 immagini (dal 9 aprile fino all’11 luglio, a cura di Ida Gianelli, catalogo Federico Motta Editore). Il bianco e nero come scelta di poetica, dunque, e un’idea della fotografia come interpretazione e reinvenzione del reale in chiave lirica, che non rinuncia al racconto, al rapporto diretto con le cose e le apparenze del mondo. La mostra odierna, scandita in capitoli che seguono cronologicamente l’evolversi della ricerca di Jodice, evidenzia anche un altro elemento fondamentale di questo percorso creativo, la volontà di sperimentare, di affrontare i nodi del linguaggio fotografico e insieme della società all’interno della quale esso nasce e si manifesta.
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