
Cinque domande per sei specialisti (tra parentesi alcuni dei loro artisti)
1. Qual è la fascia di prezzo delle opere che lei propone?
2. È vero che la crisi finanziaria ha rilanciato il mercato della grafica?
3. Perché alcune grandi fiere d’arte contemporanea tendono a emarginare questo settore?
4. Con quale atteggiamento il pubblico si avvicina alla grafica?
5. La grafica richiede una conoscenza più specifica rispetto a quella in genere dedicata alle opere uniche?
Marco Noire, Torino
(Giovanni Anselmo, Shoja Azari, Sylvie Fleury, Marco Gastini, Sol LeWitt, Richard Long, Luigi Mainolfi, Fabian Marcaccio, Mario Merz, Masbedo, Shirin Neshat, Giulio Paolini, Miguel Angel Ríos, Andres Serrano, Jessica Stockholder, Mary Sue, Gilberto Zorio)
1. I prezzi variano da 300 a 10mila euro.
2. Non ce ne siamo accorti.
3. Perché alcune volte possono essere concorrenziali, l’idea di realizzare un’opera in più esemplari esiste anche nel campo della fotografia, nel video ecc. La nostra attività negli ultimi anni si è molto modificata, i mezzi di realizzazione sono diversi, così come le richieste degli artisti. Noi ci siamo concentrati attivamente sulle edizioni di video e abbiamo creato delle vere e proprie collane editoriali che abbiamo presentato in più occasioni nelle fiere con grande successo. Crediamo che oggi i confini tra multiplo e opera unica
non siano così distinti.
4. Il pubblico è molto diverso da paese e paese. In Italia è ancora legato a un mercato nazionale e a nostro avviso la qualità dei prodotti non è sempre di buon livello. In altri paesi c’è forse più attenzione anche da parte dei musei, quasi tutti hanno sezioni e archivi di ottima grafica.
5. Non credo che i collezionisti debbano avere conoscenze più specifiche perché l’idea di moltiplicare l’opera è presente anche nella fotografia, nel video, nell’installazione ecc.