Ve lo ricordate Evaristo Beccalossi, il fantasista dell’Inter anni ’80 le cui imprese (due rigori falliti nella stessa partita) vennero tramandate nei teatri da Paolo Rossi (l’attore, non il centravanti)? Adesso, oltre a fare il commentatore alle partite, si è esibito (ma avrà bisogno di soldi?) con la compagnia I legnanesi nella sitcom dialettale «Casa Colombo» a Telelombardia e dintorni. Anche Jeff Koons, che però dubitiamo sia in bolletta, ha un doppio lavoro: quello di curatore da Gagosian per una mostra di Ed Paschke e al New Museum di New York per il défilé della collezione Dakis Joannou. E mentre negli Usa si sta preparando un reality show ambientato nel mondo dell’arte, l’artista-curatore-guest star è l’ovvia evoluzione della teledivizzazione dell’arte e degli artisti: non a caso risulta che il maudit e «reality painter» Michelangelo Merisi da Caravaggio goda di uno share ben più alto dell’immensamente più geniale suo quasi omonimo Buonarroti (ma non sarà il caso di rileggere con meno prevenzioni la celebre stroncatura del Baglione?).
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