
Ancella o primadonna? Caduta in un incantesimo dopo truffe e speculazioni, la grafica originale continua a essere praticata dai maggiori artisti. Forse a darle una mano sarà proprio l’amara lezione impartita dai ciclici sgonfiamenti delle bolle di mercato Graham Sutherland, l’artista britannico che si dedicò con passione alla pratica dell’incisione e della litografia, amava soffermarsi sull’aspetto «democratico» della stampa d’arte, un prodotto che consentiva ai collezionisti meno facoltosi di acquisire una sua opera, in virtù del prezzo ridotto rispetto alla pittura. Per cinque secoli, in Occidente, la stampa d’arte ha assolto a questa e ad altre funzioni. Quella di potente e velocissimo veicolo di divulgazione della cultura visiva, ad esempio: basti pensare all’influenza delle incisioni di Dürer e della sua «maniera todesca» sulla trasgressione stilistica dei grandi manieristi, o delle stampe giapponesi per la rivoluzione dello spazio pittorico attuata alla fine dell’Ottocento, un periodo nel ...
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