Le dimissioni di Salvatore Italia e le critiche della stampa sul programma di interventi di Arcus Spa per il triennio 2010-12 hanno riportato all’attenzione l’operato della società e il suo rapporto con il Ministero per i Beni culturali e gli altri Ministeri di riferimento (Infrastrutture ed Economia). Alcuni giornali, in particolare «la Repubblica», «L’Unità» e «l’Espresso», hanno definito Arcus «la società che regala le mance di Stato», «che gestisce 200 milioni distribuiti a discrezione, senza controlli», «la cassaforte dei Ministeri», «il portafoglio di parenti e amici», «business dei beni culturali» e così via. Sono inoltre in attesa di risposta al Senato e alla Camera due interrogazioni a prima firma rispettivamente di Vincenzo Vita (Pd) e Giuseppe Giulietti (Gruppo Misto), che chiedono al Governo non solo di rendere noti i criteri adottati nella distribuzione dei finanziamenti gestiti da Arcus nel periodo 2004-09 e nel programma 2010-12, e varie altre informazioni e valutazioni di particolare rilievo, ma anche «se non ritenga opportuno (...) adottare apposite iniziative per abolire la società Arcus Spa e ricondurre le funzioni da essa svolte nell’ambito del Ministero per i Beni e le Attività culturali, riducendo per tale via sprechi di risorse e oneri aggiuntivi a carico del bilancio pubblico, nonché le conseguenti distorsioni di natura amministrativa». Nata nel 2004 (creatura del precedente governo Berlusconi) e passata indenne anche nella breve fase 2006-08 di maggioranza di centrosinistra, Arcus è pienamente in linea con la tendenza dell’attuale governo a cercare percorsi «speciali» dell’azione amministrativa, esenti da procedure e controlli tipici della Pubblica amministrazione, e/o a portare all’esterno funzioni e compiti da questa svolti, spesso con elevati livelli di qualità; tendenza dimostrata non solo da altre analoghe società pubbliche (esempio immediato Ales; e la nota questione Protezione civile Spa, per ora sospesa), ma anche dal ricorso frequente a Commissari straordinari, oltre che a condoni o normative derogatorie di vario genere. Arcus è stata costituita per gestire una nuova e importante fonte di finanziamenti per i beni culturali introdotta con la finanziaria per il 2004 (ovvero il 3% dei fondi investiti in infrastrutture; per due anni il 5%) con la missione di sostenere progetti innovativi e strategici.
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