
torino. Dici Guido Bertero, e pensi alla sua raccolta di fotografie italiane, già presentata con successo anche fuori dal nostro Paese; è dunque in parte una sorpresa la mostra «Perle di carta», che affianca ai maestri della fotografia italiana opere di grandi maestri e di più giovani autori internazionali (Spazio Ersel, fino al 30 aprile, a cura di Enrica Viganò). Particolarmente interessante in questa occasione è la presentazione di opere di autori come Henri Cartier-Bresson, Chim, Robert Capa, dedicate specificamente al Belpaese: sin dalle origini della fotografia l’Italia è stata infatti meta di pellegrinaggi fotografici, che si sono naturalmente legati anche con le vicende storiche, in particolare con quelle tragiche della seconda guerra mondiale. Il panorama italiano è invece rappresentato da alcune delle serie che hanno segnato in maniera indelebile lo sviluppo del linguaggio nella seconda metà del secolo, dalle «Ossidazioni» di Nino Migliori alle «Verifiche» di Ugo Mulas e all’«Atlante» di Luigi Ghirri. Completano la selezione opere di autori come Mimmo Jodice, Josef Sudek, Jan Groover, di due autrici più giovani come Paola De Pietri e Jitka Hanzlová, e una selezione di scatti degli anni Trenta, anch’essi per la prima volta esposti al pubblico. q W.G.