
barcellona. Come se si trattasse di uno scolaro in castigo, John Baldessari (1931) scrive per 18 minuti la stessa frase: «Non farò mai più arte noiosa». Lo fa in un video è del 1971: solo un anno prima l’artista californiano celebrava la sua morte come pittore bruciando tutti (o almeno così credeva) i suoi quadri. Le ceneri di quella cremazione pubblica, conservate in un’urna in forma di libro, quasi 40 anni dopo sono ancora un simbolo del carattere di questo gigante dell’arte concettuale. I pochi quadri che si salvarono da quel rogo, dimenticati nel garage della sorella, formano parte dell’ampia retrospettiva, «John Baldessari. Bellezza Pura», aperta nel Museo de Arte Contemporáneo de Barcelona (Macba) sino al 25 aprile. La rassegna, che si trasferirà al Los Angeles County Museum e al Metropolitan di New York, riunisce 130 opere, realizzate tra il 1962 e il 2009, tra cui alcune delle più rappresentative come «Cremation project», che documenta il celebre falò e le ironiche «Art Lesson» e «I am Making Art» (1971), in cui ridicolizza la critica dell’arte.
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