
madrid. Il fascino inquietante dell’edificio Sabatini, l’antico ospedale sede del Museo Reina Sofía di Madrid, sembra fatto apposta per gli spiriti che «infestano» l’opera di Thomas Schütte. Una sua retrospettiva, in corso sino al 17 maggio, ne documenta trent’anni di attività, con un’ampia selezione di opere che invadono anche spazi del Museo normalmente non destinati alle mostre. Così il giardino accoglie la celebre serie di «Frauen», donne monumentali, fragili e poderose allo stesso tempo, mentre lungo le pareti del chiostro si dispongono i volti contorti degli «Innocenti», sculture a grandezza naturale, che dialogano con le quattro grandi teste di ceramica di «Konferenz», ispirate ai busti romani e con le gigantesche figure di alluminio dei Grandi spiriti, che sembrano liquefarsi sotto gli occhi del pubblico. In un altro ordine di dimensioni, risultano affascinanti le piccole figure mutilate di «Nemici uniti» (conservate in teche di cristallo), che raccontano una storia in dieci scene o il mondo dell’arte in miniatura, ricostruito in un’ironica installazione.
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