
Vent’anni fa, il 18 marzo 1990, di primo mattino due uomini in divisa della polizia di Boston si introducevano nell’Isabella Stewart Gardner Museum e rubavano 13 opere d’arte, tra cui tre quadri di Rembrandt (fra questi «La tempesta sul mare di Galilea»), un Vermeer («Il concerto»), un Manet e cinque disegni di Degas, per un valore complessivo stimato in 250-300 milioni di dollari. Vent’anni dopo delle opere continua a non esserci traccia, nonostante la ricompensa di 5 milioni di dollari offerta dal museo. Ora l’Fbi, il Federal Bureau of Investigation, ha deciso di affidarsi alle tecniche scientifiche più avanzate per tentare di risolvere uno dei «cold cases» d’arte più clamorosi ed enigmatici. Dai molti materiali raccolti sulla scena del furto nel 1990 l’Fbi spera di ricavare campioni di Dna utili alle indagini, un’opportunità che la tecnologia di vent’anni fa ancora non offriva. I reperti sono ora all’esame del laboratorio scientifico dell’Fbi a Quantico, in Virginia.