In merito al commissariamento di quattro Soprintendenze, oggetto dell'inchiesta pubblicata sul «Giornale dell'Arte» di marzo, il ministro Sandro Bondi ha emanato una nota, relativa in particolare al caso di Pompei e degli Uffizi. La riportiamo integralmente:
«La nomina dei commissari di Pompei e degli Uffizi, dichiara il Ministro per i Beni e le Attività culturali, Sandro Bondi, rispondeva all’esigenza di far fronte ad una situazione di degrado intollerabile registrata in uno dei siti archeologici più importanti del mondo come Pompei e ai ritardi incomprensibili dei lavori per la realizzazione dei grandi Uffizi di Firenze».
«Il commissario di Pompei, dottor Fiori, terminerà il suo incarico, prosegue il ministro Bondi, il prossimo 30 giugno, come ho già annunciato, perché ha portato a compimento in maniera estremamente positiva gli obiettivi per cui era stato nominato in quell’incarico».
«Per quanto riguarda, invece, la situazione degli Uffizi, è mia intenzione, conclude il ministro Bondi, chiedere la revoca dello stato di commissariamento per rendere possibile da parte della magistratura il pieno accertamento dei fatti oggetto di un’inchiesta giudiziaria [l'inchiesta sui grandi appalti della procura fiorentina, Ndr] che si riferiscono ad un periodo antecedente al commissariamento, per il quale ringrazio il lavoro svolto in maniera scrupolosa dall’architetto Elisabetta Fabbri, e rispetto ai quali il Ministero non ha avuto alcun ruolo».